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VISITE GUIDATE VARIGOTTI

GUIDE TURISTICHE, ESCURSIONI, VISITE GUIDATE A VARIGOTTI

 

USCITE DIDATTICHE PER VIAGGI DI ISTRUZIONE A VARIGOTTIINDICE:

§ 1 GUIDA TURISTICA DI VARIGOTTI

§ 2 VISITE GUIDATE A VARIGOTTI

§ 3 PERCORSI DIDATTICI PER LE SCUOLE A VARIGOTTI, BAIA DEI SARACENI E AREA NATURALE DI PUNTA CRENA

§ 4 ESCURSIONI NELL’ENTROTERRA DI VARIGOTTI E NEL FINALESE

Per informazioni e prenotazioni:

339-4402668 guide_liguria@libero.it

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 1 GUIDA TURISTICA

VARIGOTTI…UN COVO DI SARACENI?

 

Amata per la sua quiete da molti esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo, Varigotti si compone di piccoli nuclei medievali abbarbicati tra ulivi e di un borgo “saraceno”, con variopinte case dai tetti a terrazza, affacciate direttamente sulla spiaggia.

Sul promontorio di Punta Crena l’imponente torre di vedetta e le tracce del castrum bizantino ci raccontano di una trascorsa grandezza.

Un sentiero che sale tra le “fasce” e i grovigli della macchia mediterranea raggiunge l’antica e silenziosa chiesa di S. Lorenzo: cenobio benedettino in un passato ormai remoto, fu parrocchia di Varigotti fino al 1585. Alta su uno sperone roccioso a dominio della baia dei Saraceni, San Lorenzo ricorda la lirica “Sere di Liguria”, dove Vincenzo Cardarelli paragona le nostre chiese a “navi che stanno per salpare”. Tutto attorno, uno strapiombo vertiginoso di candide rocce, che si tingono di rosa alla luce del tramonto.

 

Il toponimo di Varigotti da sempre ritenuto di difficile interpretazione può essere inquadrato nell’area linguistica ligure pre-latina, identificandovi un nome composto da una diffusa radice uara, indicante un “luogo umido” o più semplicemente “acqua profonda”, e cottis, nel suo significato originario di “roccia”: un’interpretazione che si adatta molto bene alle caratteristiche orografiche del sito.

Sul promontorio di Varigotti è attestato un gran numero di frammenti di anfore cilindriche databili soprattutto tra VI e VII secolo, espressione di uno stretto collegamento con i centri di produzione da ricercarsi nella Tunisia e nelle province nordafricane. La riorganizzazione delle difese e del controllo della Liguria occidentale bizantina, attuata tra la seconda metà del VI e il VII secolo, risultò determinante nella definizione degli assetti del Finale: alla possente fortezza di Sant’Antonino, nell’entroterra di Perti, si associavano il nucleo religioso della Pieve del Finale e l’insediamento sul promontorio di Varigotti. Oltre alle fortificazioni bizantine l’area di punta Crena conobbe la realizzazione della cinta difensiva sommatale, tra XII e XIII secolo.

Una svolta importante avvenne nel 1341, quando il Comune di Albenga decise di fortificare con mura e torri l’abitato di Pogli, all’inizio della Valle Arroscia, dove detenevano diritti signorili i figli di Enrichetto Del Carretto. Giorgio Del Carretto, marchese di Finale, assunse le parti dei nipoti e intimò agli Albenganesi di demolire le nuove fortificazioni. Di fronte al loro diniego, Giorgio, radunato un esercito di circa ottomila uomini, abbatté le fortificazioni di Pogli e devastò la piana di Albenga, tagliando alberi e distruggendo vigne e campi. Ma la reazione del doge di Genova, Simon Boccanegra, fu immediata: i genovesi posero sotto il loro controllo l’intero Finale, distruggendo il castrum di Varigotti e interrandone l’imboccatura del porto. Amara fu la sorte di Giorgio del Carretto: fu imprigionato per cinque anni nel carcere della Malapaga, secondo le fonti detenuto in una gabbia di legno.

La questione del porto di Varigotti torna alla ribalta nel Seicento, quando il Finale diviene diretto possesso della corona di Spagna. Alla costruzione della via Beretta (1666) agile collegamento con le regioni padane ed i passi alpini, non corrispose la realizzazione di un adeguato impianto portuale. Il problema della costruzione di un nuovo porto nel Finale, dopo i primi tentativi rimasti senza seguito, fu affidato a varie commissioni che tra il 1630 e il 1672 si limitarono a produrre un’ingente documentazione. Si era ipotizzata la realizzazione di un grande porto a Varigotti, tagliando la dorsale alle spalle del promontorio di Punta Crena per edificare una grande fortezza e aprire un’ampia strada litoranea di collegamento con Finale. Gaspare Beretta presentò invece un progetto per realizzare un porto alla Caprazoppa. Ma non si approdò mai ad alcun risultato concreto.

 

Nella chiesa di San Lorenzo vecchio solo il lato nord conserva in vista un tratto di muratura medievale, mentre sono il frutto di riedificazioni tardo e post medievali il fianco sud (fine ‘500) e la zona absidale (inizio del ‘500). Alcune importanti modifiche ebbero luogo alla fine del ‘600, mentre un’altra considerevole fase edilizia fu realizzata a metà del XIX secolo. Fra i laterizi di reimpiego emerge la presenza di numerosi mattoni databili agli inizi del XV secolo: essi sembrano indicare la presenza di una significativa fase edilizia della chiesa, di cui però al momento non restano altre prove materiali. Accanto ai risultati ottenuti, l’evidenza archeologica ha prodotto alcuni quesiti insoluti: perché una fase costruttiva tanto imponente in un’epoca riconosciuta di declino per S. Lorenzo, che alla fine del XVI secolo perse anche la funzione di parrocchiale? E perché nel fronte sud (fine ‘500) vennero adottati elementi formali di gusto ancora pienamente medievali, come le monofore e gli stretti portali ad arco? Solo un’adeguata indagine storica potrà permettere di individuare le ragioni, molto probabilmente di carattere simbolico, che sono alla base di questa scelta di elementi arcaici a imitazione del romanico, realizzati però con materiali e tecniche costruttive già rinascimentali.

 

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 2 VISITE GUIDATE A VARIGOTTI

VISITE GUIDATE DI VARIGOTTI…

Tra le suggestive case dei pescatori affacciate sulla spiaggia inizia un sentiero che, salendo tra le “fasce” e la macchia mediterranea, raggiunge l’antica e silenziosa chiesa di S. Lorenzo. Alta su uno sperone roccioso a dominio della baia dei Saraceni, San Lorenzo ricorda la lirica “Sere di Liguria”, dove Vincenzo Cardarelli paragona le nostre chiese a “navi che stanno per salpare”. Tutto attorno, un panorama di candide rocce, che si tingono di rosa alla luce del tramonto.

un covo di saraceni? 

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 3 PERCORSI DIDATTICI PER LE SCUOLE A VARIGOTTI, BAIA DEI SARACENI E AREA NATURALE DI PUNTA CRENA

Attività che uniscono una fase teorica di spiegazione ad una attività pratica.

Durata: 2 ore.

Materiale che ogni bambino dovrebbe portare: astuccio con matite colorate, scotch, vinavil, colla, forbici.

 

VEGETAZIONE DELLA COSTA LIGURE

Le attività si svolgono prevalentemente a Varigotti. Si inizia con una passeggiata tra storia e natura lungo un sentiero che, salendo tra “fasce”, ulivi e macchia mediterranea, con begli scorci sul mare, raggiunge l’Area Naturale di Punta Crena. Tra un panorama di candide rocce a dominio della Baia dei Saraceni, i bambini apprenderanno le peculiarità della vegetazione costiera ligure.

 

Laboratorio A): il Sentiero dei “cinque sensi”

Lungo un sentiero che dalla spiaggia conduce all’antica torre di avvistamento dei pirati, i bambini

impareranno ad ascoltare i messaggi dell’ambiente naturale attraverso l’uso dei sensi. Guidati dai simpatici indizi della farfalla Isabella scopriremo le piante principali della vegetazione costiera ligure ed il loro rapporto con il mare.

 

Laboratorio B): Profumi di terra e di mare, caccia al tesoro nella natura

Tramite l’ausilio di schede didattiche e seguendo gli indizi della guida i ragazzi dovranno orientarsi alla ricerca di piante tipiche della vegetazione mediterranea. La caccia al tesoro ci farà scoprire curiose strategie di difesa e adattamento alle condizioni climatiche dell’ambiente: luce, siccità, temperatura, salinità (con le formazioni alofite)…

 

AMBIENTE MARINO

Le attività si svolgono nella suggestiva cornice del molo di Varigotti tra le antiche case di pescatori affacciate sulla spiaggia. I bambini conosceranno i principali organismi marini ed i pesci dei nostri fondali.

 

Laboratorio A): Costruiamo l’acquario mediterraneo

In spiaggia si svolgerà il laboratorio in cui verrà costruito un piccolo acquario mediterraneo. I bambini raccoglieranno sassolini, sabbia, conchiglie, alghe….da incollare per creare il fondale.

Quindi verranno realizzate sagome di pesci, stelle marine, cavallucci… da colorare ed appendere nell’habitat più idoneo all’interno dell’acquario.

 

Laboratorio B): Alla scoperta dei quattro ambienti marini

Il laboratorio si svolgerà in spiaggia: attraverso simpatici indovinelli i bambini, divisi in squadre, dovranno riconoscere pesci ed organismi e posizionarli nel relativo ambiente marino (fondale sabbioso – razze, sogliole…-, fondale roccioso – polpi, murene, stelle marine…- , mare aperto – squali, pesci spada, delfini, meduse, tartarughe…-, fondale a prateria di posidonia – cavalluccio marino…-).

 

 

VIAGGI DI ISTRUZIONE SCUOLE ELEMENTARI: http://digilander.libero.it/guideliguria/viaggidiistruzioneliguria/gitescolasticheliguriascuoleelementari.html

VIAGGI DI ISTRUZIONE SCUOLE MEDIE: http://digilander.libero.it/guideliguria/viaggidiistruzioneliguria/gitescolasticheliguriascuolemedie.html

VIAGGI DI ISTRUZIONE SCUOLE SUPERIORI: http://digilander.libero.it/guideliguria/viaggidiistruzioneliguria/gitescolasticheliguriascuolesuperiori.html

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4 ESCURSIONI NELL’ENTROTERRA DI VARIGOTTI E NEL FINALESE

 

 

Il Finalese si estende da Capo Noli al Promontorio di Caprazoppa in un ambiente calcareo-dolomitico caratterizzato da una serie di altopiani svettanti con le loro falesie dalla lussurreggiante vegetazione mediterranea e separati da valli che giungono fin sopra la costa con spettacolari viste sul mare sottostante. La zona, che presenta una condizione di insularità geologica, è caratterizzata da una notevole varietà di fenomeni carsici, tra cui spiccano le grotte, oltre 100, alcune delle quali, frequentate sin dalla Preistoria, documentano una presenza umana nella zona ininterrotta dall’età dell’Uomo di Neanderthal.

La zona intorno a Finale Ligure presenta ambienti mediterranei e collinari tra i meglio conservati in Liguria. Nell’alternarsi di boschi, macchie, garighe e coltivi è possibile osservare una elevata quantità di specie vegetali paleomediterranee, alcune delle quali rare ed endemiche, nonchè un buon numero di orchidee spontanee, ed è possibile ammirare la ricchezza di memorie storiche di varie epoche presenti nella zona.

La fauna è tipicamente mediterranea, ed include una grande varietà di specie, tra cui meritano una particolare menzione la magnifica Lucertola ocellata (Timon lepidus), qui all’estremo limite orientale della sua distribuzione, e le molte specie di uccelli, alcune delle quali protette da convenzioni internazionali, per cui il Finalese è riconosciuto dall’organizzazione Birdlife International come I.B.A. (Important Bird Area).

A causa del suo elevato valore naturalistico, la zona è stata inclusa nella Rete Natura 2000 della Comunità Europea come S.I.C. (Sito di Interesse Cominitario) “Finalese-Capo Noli”.

Il Finalese è percorso da una buona rete escursionistica, è molto rinomato tra gli arrampicatori, gli speleologi gli amanti della mountain bike oltre che dagli escursionisti e consente escursioni ad anello di un giorno con la possibilità di un pasto a base di specialità locali, o di raggiungere il Colle del Melogno ed il Monte Carmo nelle Alpi Liguri in una escursione di 3 giorni.

 

 

 

ESCURSIONI NATURALISTICHE NELLE AREE PROTETTE DEL FINALESE

 

CAPO NOLI E L’ALTOPIANO DELLE MANIE

Tra Noli e Varigotti, borghi marinari di grande fascino, si erge il promontorio di Capo Noli con le sue spettacolari falesie calcaree ospitanti specie animali e vegetali rare e protette. Una traversata del Capo da Noli a Varigotti con la vista del limpido mare sottostante éun’emozione irrinunciabile per chi desideri percorrere l’estesa rete escursionistica del Finalese. Non lontano, sull’altopiano delle Manie, é possibile vedere la grotta dell’Arma delle Manie, uno dei molti siti archeologici del Finalese dove sono stati rinvenuti importanti reperti preistorici conservati nel Museo Archeologico del Finale a Finalborgo.

La Valle dei Ponti Romani

Escursione ad anello di una giornata tra le Valli Sciusa e Ponci seguendo un tratto della Via Romana Iulia Augusta (I sec. d.C.).

Inoltre….

Varigotti e le sue borgate: Pino, Chien, Giardino, Ca’ dei Mori.

Isasco e l’altopiano delle Manie

Calvisio – torre Mendaro – La Cremà

 

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