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VISITE GUIDATE A FINALE LIGURE

 

AGGIUNGO I TRE LINK LI SOTTO. E ANCHE NEGLI ALTRI SITI..

 

 

GUIDE TURISTICHE, VISITE GUIDATE A FINALE LIGURE.

ESCURSIONI IN VAL BORMIDA

 

USCITE DIDATTICHE PER VIAGGI DI ISTRUZIONE A FINALE 

INDICE:

§ 1 GUIDA TURISTICA DI FINALE LIGURE

§ 2 VISITE GUIDATE A FINALBORGO E FINALMARINA

§ 3 PERCORSI DIDATTICI PER LE SCUOLE A FINALE LIGURE

§ 4 ESCURSIONI NELL’ENTROTERRA: LA VAL BORMIDA

Per informazioni e prenotazioni:

339-4402668 guide_liguria@libero.it

http://digilander.libero.it/guideliguria§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

 1 GUIDA TURISTICA DI FINALE LIGURE

 

FINALBORGO, UNO DEI BORGHI PIU BELLI D’ITALIA

Finalborgo, il più interessante dei nuclei storici di Finale, era l’antico Burgus Finarii, fondato alla fine del XII sec. dai marchesi Del Carretto. Lo dominano dall’alto Castel San Giovanni e i resti di Castel Gavone, con l’imponente torre dei Diamanti. Le mura, i palazzi, le chiese lo rendono uno dei centri storici meglio conservati del savonese; da alcuni anni è entrato nel novero dei Borghi più belli d’Italia.

Il marchesato di Finale fu per secoli l’unico lembo di Liguria non controllato da Genova: per mantenere la sua indipendenza si appoggiò politicamente agli Sforza. Il campanile ottagonale (1463) di S. Biagio testimonia gli scambi anche culturali con la signoria milanese: impostato su una torre della cerchia muraria è ispirato al campanile di S. Gottardo in Corte a Milano. All’interno della chiesa la balaustra dell’altar maggiore è decorata a trompe-l’oeil con una finissima tovaglia eucaristica in marmo (1799). La visita guidata permetterà di apprezzare il fantasioso il pulpito in marmo (1765) che reca scolpiti i simboli degli Evangelisti. Tra i gioielli di Finalborgo vi è anche il Teatro Aycardi (1806), un’autentica “bomboniera” con tre ordini di palchi quasi in miniatura.

Attraverso i Chiostri di Santa Caterina (fine ‘400) con colonne e capitelli in pietra del Finale, la guida turistica può accompagnare al Museo archeologico: i reperti che vi sono esposti documentano la ricca storia e preistoria del finalese, e si compongono di esemplari che vanno dal Paleolitico inferiore al Medioevo. Dalla caverna delle Fate, sull’altopiano delle Manie, provengono testimonianze ossee neandertaliane e l’imponente scheletro di ursus spelaeus rimontato in una vetrina. Dalla grotta delle Arene Candide è stata riprodotta la sepoltura del Giovane Principe; si tratta di un ragazzo di 15-20 anni, vissuto 20.000 anni fa: un’inumazione che supera i confini del rito per entrare nella sfera del più intenso sentimento di religiosa pietà.

 

Tra le manifestazioni principali:

Palio delle Compagne Finalesi , manifestazione in costume medievale con il Trofeo Nazionale degli Sbandieratori.

Viaggio nel Medioevo manifestazione in costume nella cornice del borgo medievale di Finalborgo premiata dalla Presidenza della Repubblica: per quattro sere giochi, spettacoli, antichi mestieri e attività culturali.

Salone dell’Enogastronomia.

FINALMARINA, LA PORTA DI SPAGNA

Nel ‘600 gli spagnoli scelsero Finalmarina come scalo per la madrepatria, tanto che questo borgo ligure era conosciuto come la Porta della Spagna. Una delle più evidenti espressioni della potenza e del benessere acquisiti dalla Marina nel XVII secolo è la grandiosa basilica di S. Giovanni Battista, un vero trionfo di stucchi, marmi e decorazioni. Tradizionalmente – ma erronemante – attribuita a Gian Lorenzo Bernini, è una una delle più importanti chiese barocche della Liguria

L’Arco trionfale di Margherita di Spagna, in Piazza Vittorio Emanuele, venne eretto nel 1666 in occasione del passaggio dell’Infanta di Spagna, in viaggio per lo sposalizio con Leopoldo I d’Austria.

I ricchi palazzi della dominazione spagnola sfoggiano splendide facciate e portali in ardesia.

Il Teatro (1868) con tre ordini di palchi e platea, è dedicato a Camillo Sivori, allievo di Niccolò Paganini.

Partecipando alle visite guigate è possibile accedere alla Pieve del Finale. Nei sotterranei della chiesa dei Cappuccini vi sono i resti di un altro importante edificio paleocristiano: la chiesa battesimale del V° secolo.

 

FINALPIA

Il piccolo centro di Finalpia si sviluppa attorno alla cinquecentesca abbazia benedettina, con terrecotte della bottega dei Della Robbia e un notevole campanile, in pietra a vista, cuspidato e con sette ordini di finestre a bifora, eretto nel XIII secolo.

(E’ possibile visitare l’Abbazia, l’annesso Apiario, e la distilleria “La Baita”)

 

ESCURSIONI TREKKING ARCHEOLOGIA DA FINALBORGO

Da Finalborgo , salendo lungo la panoramica Strada Beretta (Via Regina), la guida turistica può accompagnarvi a Castel San Giovanni (XVII sec.) e Castel Gavone, che, fino ai danni operati dai genovesi all’inizio del ‘700, fu uno degli esempi più belli di architettura militare e residenziale in Liguria. E’ ancora integra la torre dei Diamanti (fine ‘400), simbolo di Finale, rivestita con circa 1280 pietre bugnate lavorate ad una ad una dagli scalpellini dell’epoca.

Da qui, in breve,la visita guidata permette di raggiungerere la chiesa di S. Eusebio e il borgo di Perti.

L’escursione si può concludere presso la chiesa di Nostra Signora di Loreto (o dei Cinque Campanili, 1489-93), che sorge a mezza costa, tra gli ulivi, e costituisce un prezioso episodio di architettura rinascimentale. All’esterno riproduce con fedeltà la milanese cappella Portinari in S. Eustorgio.

Il castrum di S. Antonino, la Rocca di Perti, Pianmarino.

Il castrum di S. Antonino (fine VI sec.) è un importante esempio di fortificazione protobizantina e testimonia dei rapporti commerciali con varie aree del Mediterraneo. E’ dominato dalla cappella protoromanica (X-XI secolo) di S. Antonino: la tradizione racconta che nella grotticella sotto la cripta viveva un oracolo cui ci si rivolgeva per avere notizie dei congiunti lontani. Un percorso ad anello consente di raggiungere la valle pensile di Montesordo e Pian Marino.

Il “Villaggio delle Anime”

Il Villaggio delle Anime (Età del Ferro) si raggiunge inerpicandosi sulla sommità della Rocca di Perti, ambiente prediletto da rocciatori e amanti del free climbing. Il percorso tocca valli sospese, grotte, doline e falesie, con rilevante interesse geologico. Lungo l’itinerario si potrà osservare la Campanula isophylla, specie protetta endemica del Finalese, e con un po’di fortuna si potrà incontrare la magnifica lucertola ocellata.

L’Altopiano di San Bernardino

Escursione ad anello di una giornata nella parte più selvaggia del Finalese, tra le valli dell’Aquila e dello Sciusa, caratterizzata dalla presenza di specie rare e tipiche e frequentata da diverse specie di uccelli rapaci.

 

Per informazioni: 339-4402668 guide_liguria@libero.it

http://digilander.libero.it/guideliguria 

 

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2 VISITE GUIDATE A FINALBORGO E FINALMARINA

VISITA GUIDATA GRATUITA DI FINALBORGO

Tutti i mercoledì pomeriggio, dal gennaio a metà giugno, da metà settembre a metà ottobre e dal periodo delle vacanze natalizie: Appuntamento con la guida turistica alle ore 16,00 in piazza S. Biagio a Finalborgo, di fronte alla Basilica. E’ attivo un pulmino navetta gratuito da Finalpia (partenza da Piazza Oberdan ore 15.40) e da Finalmarina (partenza di fronte alla stazione FS ore 15,45). In estate (da metà giugno a metà settembre) le visite guidate di Finalborgo si svolgono di sera. Appuntamento con la guida turistica alle ore 21,00 in piazza S. Biagio a Finalborgo, di fronte alla Basilica. E’ attivo un pulmino navetta gratuito da Finalpia (partenza da Piazza Oberdan ore 20.40) e da Finalmarina (partenza di fronte alla stazione FS ore 20,45). Le visite guidate di Final Borgo sono libere e gratuite; non occorre prenotare.

Per informazioni: 339-4402668 guide_liguria@libero.it

, promossa dal Comune di Finale Ligure e dall’Associazione Albergatori finalese.

http://digilander.libero.it/guideliguria

VISITA GUIDATA GRATUITA DI FINALMARINA

Tutti i martedì mattina, dal gennaio a metà giugno, da metà settembre a metà ottobre e dal periodo delle vacanze natalizie: appuntamento con la guida turistica alle ore 10,00 in piazza Vittorio Emanuele a Finalmarina, di fronte all’Arco di Margherita di Spagna.In estate (da metà giugno a metà settembre) le visite guidate di Finalmarina si svolgono di sera. Appuntamento con la guida turistica alle ore 21,00 in piazza Vittorio Emanuele a Finalmarina, di fronte all’ Arco di Margherita di Spagna.Le visite guidate di Finale Ligure sono libere e gratuite; non occorre prenotare.

Per informazioni: 339-4402668 guide_liguria@libero.it

, promossa dal Comune di Finale Ligure.

http://digilander.libero.it/guideliguria

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3 PERCORSI DIDATTICI PER LE SCUOLE A FINALE LIGURE

 

FINALBORGO… ALLA RICERCA DEGLI ANIMALI NASCOSTI !!!

Attraverso un originale percorso i bambini verranno guidati alla scoperta di dipinti, sculture, intarsi, in cui si cela una grande varietà di animali (leoni, conigli, lumache, farfalle, porcospini…): sono allegorie di vizi e virtù, personificazioni di casate nobiliari, simboli legati a curiose vicende. Rivivremo in modo divertente la storia di Finale, uno dei “Borghi più belli d’Italia”! Scopriremo insieme il… “castello fantasma”: i resti di Castel Gavone (distrutto nel 1713) reimpiegati nei secoli dai finalesi (capitelli che diventano fontane, caminetti trasformati in portoni…), perché in Liguria non si butta via niente! [Scuola primaria / indicato anche per 1° - 2° elementare - materne] 

 

FINALBORGO, UN ANTICO MARCHESATO (dal medioevo all’età moderna).

Stretti nell’abbraccio delle mura, i suoi palazzi, le Chiese, il Convento Domenicano ne fanno uno dei “Borghi più belli d’Italia”. La ricca storia consente molteplici chiavi di lettura. I marchesi Del Carretto, che ne ebbero il dominio dal medioevo fino al 1598, furono i mecenati che durante il Rinascimento vollero i Chiostri di S. Caterina, lo splendido Castel Gavone, i tanti polittici cinquecenteschi. Dopo la pace di Cateau-Cambrèsis Finale fu acquistata dalla Spagna e ne divenne l’accesso marittimo per raggiungere il ducato di Milano: il XVII sec. fu un’altra epoca d’oro per il Borgo, che si arricchì di monumenti secondo il gusto barocco. Splendide le statue vestite conservate in S. Biagio, ispirate ai princìpi della Controriforma. [Uscita didattica indicata per la Scuola secondaria di 1° e 2° grado] 

PREISTORIA

FINALBORGO, IL MUSEO ARCHEOLOGICO.

I laboratori didattici di archeologia sperimentale

1) Il mestiere dell’archeologo: lo scavo e lo studio dei reperti.

2) La pittura sulle pareti delle caverne, come ai tempi della Preistoria.

3) L’uomo e l’utilizzo di materie prime: la produzione di oggetti in ceramica.

4) La macinazione dei cereali e la preparazione di alimenti nell’antichità.

5) Il gioco dei semi e dei frutti nei livelli archeologici.

6) Lo scriptorium medievale: il lavoro dell’amanuense.

7) La tessitura

8) La nascita della scrittura

9) Lavorazione dei metalli: produzione di un gioiello in rame.

VIAGGI DI ISTRUZIONE SCUOLE ELEMENTARI: http://digilander.libero.it/guideliguria/viaggidiistruzioneliguria/gitescolasticheliguriascuoleelementari.html

VIAGGI DI ISTRUZIONE SCUOLE MEDIE: http://digilander.libero.it/guideliguria/viaggidiistruzioneliguria/gitescolasticheliguriascuolemedie.html

VIAGGI DI ISTRUZIONE SCUOLE SUPERIORI: http://digilander.libero.it/guideliguria/viaggidiistruzioneliguria/gitescolasticheliguriascuolesuperiori.html

Per informazioni: 339-4402668 guide_liguria@libero.it

 

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4 ESCURSIONI NELL’ENTROTERRA: LE VALLI DEL BORMIDA

Indice:

MILLESIMO

CARCARE

CAIRO

PIANA CRIXIA

BARDINETO

MURIALDO

CALIZZANO

ALTARE

 

 

 

MILLESIMO

Una curiosa leggenda vuole che Millesimo sia stata fondato in epoca romana da un soldato della legione di Pompeo che, stanco per le lunghe marce che lo vedevano sempre l’ultimo della fila (miles imus), al ritorno dalla Spagna non volle più proseguire e scelse di fermarsi qui.

Il nucleo antico, a impianto ortogonale, presenta significativi episodi architettonici del borgo marchionale sviluppatosi nel XIII sec.

Millesimo è dominato dal Castello duecentesco, costruito nel 1206 da Enrico II Del Carretto probabilmente sui resti di precedenti fortificazioni anti-saracene; oggi non ne restano che alcuni ruderi, ma in origine doveva essere parte integrante di un complesso fortificato costituito dal Palazzo Del Carretto, a cui era collegato mediante passaggi segreti sotterranei, dal ponte sulla Bormida, e da quattordici torri, di cui oggi ne restano due soltanto.

Piazza Italia, creata nel ‘500 e in buona parte porticata, mantiene ancora alcuni caratteri ambientali tardomedievali. Le fa da sfondo la Torre (Palazzo Del Carretto), antica residenza carrettesca del ‘400, oggi sede municipale (all’interno: epigrafe – I-II d.C. – che testimonierebbe la presenza di un insediamento già in epoca romana; sala con armature, scudi e alabarde). Ospitò Papa Pio VII, già prigioniero di Napoleone a Savona.

Per la via Ponte Vecchio si raggiunge, attraverso l’interessante scorcio medievale attorno all’incrocio con via Mazzini, il Ponte della Gaietta, a due arcate, realizzato tra il XII e il XIII sec: è uno dei pochi ponti turriti esistenti in Italia. Una porta-torre trecentesca chiude l’accesso al borgo. Dal ponte, interessante scorcio sulla schiera di case affacciate lungo la Bormida.

Per il vico dell’Olivo si perviene alla Parrocchiale di S. Antonio Abate e della Visitazione: originaria del ‘200, si presenta oggi in una veste settecentesca (scultura del Maragliano all’interno).

Sulla strada verso Cengio si eleva la romanica chiesa di S. Maria extra muros; all’interno affreschi del ‘400 e vasca battesimale tardomedievale, in cui si impartiva il battesimo per immersione.

La visita guidata di Millesimo può essere completata con Villa Scarzella, che ospita il Museo Napoleonico, ricca e significativa raccolta di stampe e carte geografiche relative alla vittoriosa campagna in Italia di Napoleone; in una delle battaglie decisive, nell’aprile 1796, cadde valorosamente il colonnello Filippo Del Carretto, ricordato in una poesia di Giosuè Carducci. Il Museo presenta inoltre una serie di plastici con ricostruzione di scene di campi di battaglia e un vasto assortimento di reperti, militari e civili, rinvenuti sui luoghi dei combattimenti.

Da Millesimo al mare. Molti castelli, oggi in gran parte ridotti in ruderi, testimoniano l’antico dominio dei marchesi Del Carretto (tra essi Cengio, Cosseria, Roccavignale: quest’ultimo, oggetto di recenti restauri, fu costruito per controllare lo strategico itinerario tra Savona e Ceva). Attraverseremo località teatro di importanti battaglie napoleoniche (come Cosseria). Noteremo però che, oltre a ruderi di castelli, caratterizzano il paesaggio anche costruzioni difensive più recenti: i forti di Altare, costruiti nel XIX secolo nell’ottica della politica difensiva dalla Francia. Giungeremo a Savona, dove ci soffermeremo ad osservare, in particolare, il legame che questa città ed il suo porto mantengono con la Valle Bormida: dagli antichi itinerari, ai progetti del prefetto napoleonico Chabrol, dalla funivia del carbone alle architetture di una città che talora sembra riflettere un gusto più piemontese che ligure (i portici di via Paleocapa, Piazza Mameli…).

 

 

CARCARE

In una conca sulle sponde della Bormida di Pallare sorge Carcare, l’antica “mansio Canalicum” lungo la via romana Aemilia Scauri.

Nella seconda metà dell’800 era luogo frequentato per villeggiatura (pregevole il Castello dei Piantelli di Quassolo), e fu la sede prescelta dai pittori della cosiddetta “Scuola dei Grigi” (E. Rayper, T. Luxoro, A. D’Andrade…); si trattava di un movimento artistico fondato sulla pittura en plein air e sulla scelta di soggetti umili, con predilezione per i toni smorzati, dal verde profondo al grigio delicato.

Visiteremo, all’inizio dell’abitato, sulla riva destra della Bormida, la maestosa parrocchiale di S. Giovanni Battista (1888-90): all’interno, tele di Tammar Luxoro, statue di Antonio Brilla e Crocifisso attribuito al grande scultore genovese Anton Maria Maragliano.

In piazza Calasanzio sorge il prestigioso collegio Scuole Pie, fondato nel 1621 dai Padri Scolopi; la chiesa di S. Antonio Abate, originaria del ‘600, conserva diverse opere di pregio.

Al n. 12 della vicina via Barrili sorge villa Maura, in cui visse e morì Anton Giulio Barrili (1836-1908): ora è sede del Centro Studi “A.G. Barrili” con annessi Biblioteca e Museo.

Dal 2004 è stato aperto in centro anche il “Museo Alpino”, a cura della sezione alpina locale

 

 

CAIRO MONTENOTTE

Disteso lungo la riva sinistra del fiume Bormida, il centro storico di Cairo Montenotte presenta la tipica pianta rettangolare dei borghi feudali pianificati. Cairo è dominato dall’alto dalle scenografiche rovine del castello Del Carretto-Scarampi, che ebbe tra i suoi ospiti Corradino di Svevia.

Attraverso la medioevale porta Soprana (XII-XIV sec.), con torrione della cinta difensiva, si accede a via Roma, che attraversa il nucleo storico conservando un intenso carattere ambientale.

Una breve deviazione in via Ospedale Baccino consente di raggiungere il secentesco palazzo Scarampi; dimora cittadina dei marchesi Del Carretto, l’edificio presenta due ingressi con ampie scale, eleganti saloni, camere con copertura a volta o a cassettoni dipinti: una degna dimora per accogliere l’Infanta Margherita di Spagna nel 1666 e Filippo V di Spagna nel 1702. Oggi ospita la Biblioteca civica, reperti archeologici ed iscrizioni storiche.

Via Roma si allarga poi nella piazza Stallani, su cui prospetta il Palazzo Marchionale che nel 1814 accolse Papa Pio VII.

Da piazza Stallani interessanti deviazioni conducono in via Cavour ( bella loggia al n. 7 ), e in via Portici, dal sapore medievale con la sua sequenza di rustici portici ribassati su robusti pilastri. Per via Portici si raggiunge la seicentesca Parrocchiale di S. Lorenzo, che sorge sulle vestigia di un tempio pagano di epoca romana, e presenta un campanile impostato sulle mura; all’interno conserva un crocifisso del Maragliano, affreschi di P.G. Brusco e statue di A. Brilla.

Si può concludere la visita di Cairo, che diede i natali al garibaldino G.C. Abba, presso le Porta Sottana, oggi trasformata in abitazione.

 

 

PIANA CRIXIA BARDINETO MURIALDO CALIZZANO

Da Cairo è possibile raggiungere l’abitato di Piana Crixia, passando attraverso i centri di Rocchetta (ruderi del Castello e dell’antico borgo murato) e di Dego (ruderi del castello, parrocchiale di S. Ambrogio, antica pieve di Bormiola, S. Maria della Pieve di S. Giulia). A Piana Crixia, in località Borgo, in posizione sopraelevata sopra un’ansa della Bormida, sono visibili i resti del castello Del Carretto e la settecentesca Parrocchiale; nel pendio verso il fiume si trova la caratteristica formazione geologica nota come “Fungo di Piana Crixia” o “Pietra del Collo”, masso di 4 metri di diametro sostenuto da una colonna di conglomerato scistoso.

Bardineto (Parrocchiale di gusto barocco piemontese, Oratorio, Palazzo marchionale, resti del Castello; S. Nicolò, con affreschi del ‘400 e panorama sulla valle).

Murialdo (S. Lorenzo, monumento nazionale di architettura tardo gotica; affreschi del ‘400. Chiesa dei SS. Giacomo e Filippo, affreschi del ‘500. Museo “C’era una volta” teso valorizzare l’identità storica, culturale ed artistica locale).

Calizzano (case con copertura a scàndole, S. Maria delle Grazie con affreschi del ‘400).

 

 

ALTARE

Altare è un borgo di origine medievale, situato vicino alla congiunzione tra Alpi e Appennini, al centro di un’ampia area forestale sfruttata già dall’XI-XII secolo per produrre il combustibile necessario all’industria del vetro. Altare è il secondo centro in Italia, dopo Murano, specializzato nella lavorazione del vetro. Secondo una tradizione, quest’arte vi fu introdotta dai monaci benedettini che, attorno all’anno Mille, avrebbero chiamato molti artigiani a lavorare presso il loro monastero per preservare le attività e le conoscenze umane dalla temuta fine del mondo.

Nel ‘400 questo piccolo borgo divenne famoso in tutta Europa. La tradizione ininterrotta dell’arte vetraria è stata poi ereditata dalle industrie moderne, tra le quali la SAVAM, che mantenne attivo per lungo tempo, accanto ai forni per la produzione in serie, un fornetto per la produzione a mano, mediante soffiatura, al fine di tramandare la tecnica artigianale.

Visiteremo il borgo, sviluppatosi nel medioevo in funzione dell’importante arteria stradale, con la quattrocentesca chiesa dell’Annunziata (XV sec. con campanile romanico della precedente fabbrica) e i resti del recinto murario del castello aleramico.

La chiesa di S.Eugenio (P.zza Bertolotti), con facciata compresa tra due campaniletti, è barocca del tardo seicento.

Alcune ville liberty, con le loro linee sinuose e le decorazioni floreali, connotano ancora il paesaggio di Altare che, fra l’800 e il ‘900, fu in voga come località di villeggiatura; ne sono un esempio Villa Agar (1904) o gli edifici realizzati presso la Chiesa parrocchiale e in Piazza Vittorio Veneto.

Proprio in una di queste ville, l’esclusiva villa Rosa (1906), è stato da poco inaugurato il Museo del Vetro e dell’Arte vetraria. Ospita una collezione di circa 2300 opere. Sono in mostra i cosiddetti giganti del vetro, vasi e bottiglie di pregevole fattura ed enormi dimensioni, interamente soffiati; accanto ad essi opere di maestri altaresi attivi in Argentina, circa 600 vasi e alambicchi per uso farmaceutico, ed anche oggetti curiosi in vetro, come l’acchiappamosche e la gassosa con la biglia.

GLI ALTRI COMUNI DELL’ENTROTERRA FINALESE E DELLA VAL BORMIDA:

VEZZI PORTIO

CALICE LIGURE , la casa del console

ORCO FEGLINO

RIALTO

IN VALLE BORMIDA: BORMIDA, CENGIO, COSSERIA, DEGO, MALLARE, MASSIMINO, OSIGLIA, PALLARE, PLODIO, ROCCAVIGNALE

 

Per informazioni: 339-4402668 guide_liguria@libero.it

http://digilander.libero.it/guideliguria 

 

 

 

permettono di conoscere in modo diretto i materiali e le tecniche di produzione in uso nell’antichità e di rivivere le esperienze dell’uomo antico. Dopo un’introduzione sulla formazione delle grotte finalesi, rifugio dei nostri antenati fin dal paleolitico, inizierà il percorso nel Museo archeologico. Qui ci imbatteremo nel gigantesco scheletro dell’orso delle caverne, con il suo cucciolo, e i bambini conosceranno la commovente vicenda del “giovane principe” e del “bambino degli scoiattoli”.