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VISITE GUIDATE PROVINCIA DI SAVONA. FINALBORGO NOLI ALBENGA VARIGOTTI GROTTE DI TOIRANO E BORGIO VEREZZI

GUIDE TURISTICHE E VISITE GUIDATE A  ALASSIO, ZUCCARELLO, CASTELVECCHIO DI ROCCA BARBENA, FINALBORGO, FINALMARINA,  NOLI, ALBENGA, SAVONA, GROTTE DI TOIRANO, GROTTE DI BORGIO VEREZZI, VARAZZE, ALBISSOLA E LA CERAMICA, CELLE LIGURE, STELLA PAESE NATALE DI PERTINI, SASSELLO CITTA’ DEGLI AMARETTI, VAL BORMIDA, PIETRA, LOANO, LAIGUEGLIA…

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LA NOSTRA LIGURIA
Guide Turistiche / Ambientali – Accompagnatori Tur.
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Proponiamo una serie di  itinerari di mezza giornata. Abbinando liberamente le proposte è possibile creare escursioni  o pacchetti  con soggiorno.
I servizi sono svolti da Guide turistiche ed ambientali – escursionistiche autorizzate dalle quattro Province liguri con formazione universitaria, abilitate per le principali lingue straniere (francese, spagnolo, inglese, tedesco, olandese, russo, portoghese, lingue slave).
Rimaniamo a disposizione per informazioni e chiarimenti.

INFO: 339-4402668  cuney2653@yahoo.it  guideliguria@libero.it

PROVINCIA DI SAVONA

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FINALE LIGURE

FINALBORGO, UN GIARDINO DI PIETRA.
Finalborgo è entrato da qualche anno nel novero dei “Borghi più belli d’Italia”. Stretti nell’abbraccio delle mura quattrocentesche, i suoi palazzi, le sue chiese, i rinascimentali Chiostri di Santa Caterina lo rendono uno dei centri storici meglio conservati del savonese.  Lo dominano dall’alto Castel San Giovanni e i resti di Castel Gavone, con l’imponente torre dei Diamanti. Tra i gioielli di Finalborgo scopriremo: la tovaglia eucaristica a trompe-l’oeil in marmo conservata in S. Biagio e il Teatro Aycardi (1806), un’autentica “bomboniera” con tre ordini di palchi quasi in miniatura.

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NOLI

UN TUFFO NEL MEDIOEVO TRA I CARUGGI DI NOLI …ANTICA  REPUBBLICA  MARINARA?
Ricordata da Dante nel IV canto del Purgatorio (“Vassi in Sanleo e discendesi in Noli…”) come luogo aspro e di non facile accesso, Noli  è nascosta tra due pieghe della montagna, tutta protesa verso il mare. Prima dell’apertura del tracciato attuale della via Aurelia, realizzato durante l’impero napoleonico, questo centro era raggiungibile solo via mare o scendendo per ripidi sentieri , come avviene ancora oggi a S. Fruttuoso, nel promontorio di Portofino.
La storia che si impara a scuola ricorda solo quattro Repubbliche Marinare, ma forse esse furono di più: Noli si ritiene tale, anche se non ebbe mai i fondaci necessari per esserlo a pieno titolo. Per gli aiuti prestati al Papato e alla Lega Lombarda ai tempi di Federico II, nel 1239 Noli divenne sede vescovile per volontà di Gregorio IX, e per circa sei secoli fu una delle diocesi più piccole d’Italia. Visiteremo l’antica Cattedrale di S. Paragorio, chiesa romanica costruita forse a metà del secolo XI sull’area di un precedente edificio paleocristiano. Si tratta di uno dei gioielli architettonici della Liguria, dichiarato Monumento Nazionale nel 1890. L’abside è decorata da 11 catini islamici (XI-XII sec.) che costituiscono forse il più antico esempio in assoluto di maioliche murate.
Dall’alto del monte Ursino (121 metri), dominano il paese le grandiose e  scenografiche rovine del Castello (iniziato nel sec. XI), di cui restano il “mastio” e l’alta torre circolare di avvistamento; due cortine di mura merlate (XIII sec.) scendono  sino ai dirupi sul mare e verso l’abitato. Si tratta del monumento difensivo meglio conservato di tutta la Liguria di Ponente.
Il centro storico, caratterizzato dalle numerose torri comunali (che in origine pare fossero addirittura 72!), conserva, in alcuni quartieri, quasi intatto il suo antico volto, con belle case del Duecento e del  Trecento; si tratta certamente di uno dei più interessanti insediamenti storici del ponente ligure.
 Noli diede i natali ad Antoniotto Usodimare, che nel 1456 scoprì le isole del Capo Verde; inoltre ospitò a lungo il filosofo Giordano Bruno, che qui svolgeva la professione di “maestro di grammatica e cosmografia”.
(E’ possibile altresì organizzare, tra le 9.00 e le 12.00, incontri – senza alcun sovrapprezzo – con i pescatori di Noli, nella spiaggia di fronte al borgo antico; nella suggestiva cornice di barche e reti, sarà possibile conoscere i segreti della pesca e della vita del mare)

Sulla spiaggia, tra reti e barche, i pescatori di Noli ci sveleranno i segreti del loro lavoro e della vita del mare. I metodi differenti di pesca (Tremagli, palamiti, lampare…), le tipologie di reti in uso, la varietà del pescato secondo le tecniche differenti utilizzate (acciughe, pesce spada,…). La legislazione europea in merito alla pesca e le eccezioni accordate ai nolesi (la pesca dei Cicciarelli, presidio di Sloow food ). Curiosità e tradizioni (I guai combinati ai pescatori nolesi dalle murene e … dagli squali! -  Antichi curiosi metodi della pesca dei polipi…).U mâ u l’a u numme cun le”  : le insidie della vita del mare raccontate dai modellini marinari (ex-voto) appesi alle volte dell’Oratorio di sant’Anna (Cenno ai camalli e alle processioni dei cristezanti). La Crociata dei bambini.
             
 NEI  DINTORNI…
  Risalendo un impervio sentiero si possono raggiungere i resti dell’antica chiesetta romanica di S. Michele, posta sulla sommità della collina omonima.
Numerosi sentieri conducono sull’altopiano delle Manie (250 metri slm), una sorta di immenso giardino botanico ricco di flora e fauna mediterranea, con bellissimi panorami sul mare e sulla costa.


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VARIGOTTI

VARIGOTTI… UN COVO DI SARACENI?
Tra le suggestive case dei pescatori affacciate sulla spiaggia inizia un sentiero che, salendo tra le “fasce” e la macchia mediterranea, raggiunge l’antica e silenziosa chiesa di S. Lorenzo. Alta su uno sperone roccioso a dominio della baia dei Saraceni, San Lorenzo ricorda la lirica “Sere di Liguria”, dove  Vincenzo Cardarelli paragona le nostre chiese a “navi che stanno per salpare”. Tutto attorno, un panorama suggestivo di candide rocce, che si tingono di rosa alla luce del tramonto. (Calzature idonee)

Punta Crena

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ALBENGA 

LA VIA JULIA AUGUSTA - ZUCCARELLO- CASTELVECCHIO DI ROCCA BARBENA – VILLANOVA – ALASSIO

ALBENGA  ROMANA,  PALEOCRISTIANA,  MEDIEVALE

Fondata 2500 anni fa da una delle più potenti tribù del ponente ligure, Albenga fu un importante municipium romano e nel X secolo divenne capitale della Marca Arduinica. Il periodo di maggior vivacità economica e culturale iniziò nel XI secolo, quando la città divenne libero comune. Il suo centro storico, ricco di testimonianze artistico culturali di grande pregio, si rivela un vero e proprio museo all’aperto, per la ricchezza delle  architetture e dei monumenti che custodisce.
Il museo Navale Romano conserva i reperti recuperati dal relitto della più grande nave oneraria romana finora nota (lunga 60 metri e larga 9), naufragata ad un miglio circa dalla costa nel 180 a.C. Quest’imbarcazione, che viaggiava con un eccezionale carico di migliaia di anfore piene di vino, costituisce uno dei più importanti documenti dell’arte nautica di Roma antica. Nelle sale attigue è collocato il museo Preistorico, con reperti provenienti dalle grotte della Val Pennavaira, e una collezione di vasi da farmacia in ceramica di Savona e Albisola (XVI-XVIII sec.).
Il museo Civico Ingauno ha sede nel palazzo Vecchio del Comune (1387), con una loggia aperta a pianterreno ed una torre a bifore. Contiene epigrafi di epoca romana e bizantina, sculture e cimeli; attraverso i locali del museo si accede al Battistero, il principale monumento paleocristiano della Liguria (prima metà V sec.). All’interno il magnifico mosaico dedicato alla Trinità ed agli Apostoli (fine V sec.) è, con Ravenna, uno dei pochissimi in stile bizantino che rimangono nel Nord Italia.
Il suggestivo cuore antico della città, di intenso carattere medievale, conserva sette torri ed ha un impianto urbanistico che ricalca quello della romana Albingaunum. La Cattedrale, edificio di origini romaniche più volte rimaneggiato, conserva preziose sculture e un campanile tardogotico a bifore e trifore. Alle spalle, sulla raccolta piazzetta dei Leoni, ornata da tre leoni rinascimentali in pietra, prospettano le abitazioni medievali dei Costa.
Il museo Diocesano, nel palazzo Vescovile, possiede codici liturgici, arazzi, preziosi reliquiari, arredi sacri ed importanti dipinti, tra cui un S. Giovanni Battista di indiscusso spessore culturale, a lungo attribuito a Caravaggio, e una Decollazione di  Santa  Caterina (1606) olio su tela di Guido Reni.
La conoscenza di Albenga può essere arricchita dalla visita all’Esposizione  permanente “La Civiltà dell’ Olivo”, o da un’escursione lungo la Passeggiata Archeologica; quest’ultima interessa  un tratto della Via Julia Augusta (13 a.C.) che si sviluppa attorno a resti di monumenti funerari di età imperiale romana, con panorami sul mare e sull’isola Gallinaria.

  note tecniche     A scelta:
• Cattedrale, centro storico, eventuale escursione nella parte iniziale della Passeggiata Archeologica (oppure Museo Navale Romano, o Museo Civico Ingauno, o Museo Diocesano, o Esposizione permanente “La Civiltà dell’Olivo”): ½ giornata.
• Cattedrale, centro storico, con possibilità di visite, a scelta, presso: Museo Navale Romano,  Museo Civico Ingauno, Museo Diocesano, Esposizione permanente “La Civiltà dell’Olivo”, escursione lungo la Passeggiata Archeologica, oppure una località nei dintorni: 1 giornata.
                  

     
       NEI  DINTORNI…
CASTELVECCHIO DI ROCCA BARBENA : IL FASCINO SENZA TEMPO DELL’ENTROTERRA LIGURE
I vicoli stretti e tortuosi, le case in pietra grigio-bruna dai tetti a terrazza caratterizzano Castelvecchio di Rocca Barbena, un borgo murato rimasto pressoché intatto dal Medioevo, con un impianto circolare che si svolge attorno ai dirupi della rocca su cui è avvinghiato il Castello.
Escursione lungo il sentiero di Ilaria (necessario abbigliamento sportivo, cappellino): tra Castelvecchio e Zuccarello un sentiero ricco di essenze sempreverdi della macchia mediterranea raggiunge i ruderi del Castello dei marchesi Del Carretto, in posizione dominante sulla Val Neva. Qui trascorse la sua infanzia dorata  Ilaria Del Carretto. Sposatasi con Paolo Guinigi signore di Lucca, Ilaria morì di parto nel 1405, a soli 26 anni. La sua bellezza rifulge ancora nel Duomo della città toscana, immortalata nel celebre monumento funebre di Jacopo della Quercia.

 ZUCCARELLO  (Km 12). Fondato nel 1248, Zuccarello conserva nel suo impianto lineare, nei resti delle mura, delle torri e delle porte d’accesso, l’ aspetto di borgo fortificato, assunto per la sua posizione strategica. Il ponte medievale a schiena d’asino è tra i più interessanti della Liguria di ponente. Un sentiero ricco di essenze sempreverdi della macchia mediterranea raggiunge i ruderi del Castello dei marchesi Del Carretto, in posizione dominante su Zuccarello e sulla Val Neva. Qui trascorse la sua infanzia dorata  Ilaria Del Carretto. Sposatasi con Paolo Giunigi signore di Lucca, Ilaria morì di parto nel 1405, a soli 26 anni. La sua bellezza rifulge ancora nel Duomo della città toscana, immortalata nel celebre monumento funebre di Jacopo della Quercia.
ALASSIO, “Città degli Inglesi”   (Km 7).      Nei pressi del  “budello” di Alassio , l’animata stradina  che corre parallela alla spiaggia tra case del ‘500 e del ‘600, si trova Palazzo Morteo. In esso è stata inaugurata da pochi mesi una Pinacoteca comprendente 22 opere di Carlo Levi, l’autore di Cristo si è fermato a Eboli, realizzate durante i suoi soggiorni in Riviera.

LA VIA ROMANA JULIA AUGUSTA
Dal centro storico si può agevolmente raggiungere l’antica strada romana Julia Augusta (13 a. C.), che nel tratto tra Albenga ed Alassio si svolge in splendida situazione panoramica sul mare, con scorci sull’isola Gallinaria, tra colori e odori tipici della macchia mediterranea. Lasciati i resti dell’anfiteatro e numerosi monumenti funerari relativi alla necropoli del I – II secolo d.C., si raggiunge un tratto in cui la via romana conserva la selciatura originale, i muretti e altri manufatti necessari per il deflusso delle acque. Il percorso termina presso il capo Santa Croce dove la vista si apre sul golfo di Alassio.

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GROTTE DI TOIRANO E  GROTTE DI BORGIO VEREZZI

…CHI HA PAURA DEL BUIO?  GROTTE DI TOIRANO. Scendere nelle viscere della terra e ammirare le straordinarie architetture della natura…Ascoltare i suoni delle stalattiti e scoprire misteriose tracce  lasciate da uomini preistorici…Le grotte, un mondo incantato! 

Nel centro storico di Toirano si trova il  Museo Etnografico della Val Varatella. Il museo espone documenti relativi alle attività praticate nella vallata, con particolare riguardo all’olivicultura e alla produzione dell’olio. Inoltre presenta sezioni riguardanti la fienagione, la lavorazione dei cereali, i laboratori artigiani del falegname, del bottaio, del fabbro ferraio, del maniscalco. Nel complesso si tratta di circa 2000 oggetti, tutti reperiti in loco, donati dalla popolazione. Il percorso comprende anche il cortile, adibito a piccolo orto botanico.

BORGIO VEREZZI E LE GROTTE DI VALDEMINO
Giochi d’acqua e calcare hanno creato un labirinto sotterraneo; le grotte di Borgio vantano di essere le più colorate d’Italia: bianco, giallo, rosso, in mille diverse sfumature, si specchiano nelle acque dei numerosi laghetti interni. Usciti dalle grotte, il sentiero natura ci conduce attraverso la macchia mediterranea alla frazione di Verezzi sulla collina, recentemente accolta nel novero dei ” Borghi piú belli d’Italia”, nonché sede di un rinomato festival teatrale.

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COME FUNZIONA UN FRANTOIO?  “I nostri monumenti non sono nelle piazze delle nostre città, sono le nostre fasce” affermava il poeta ligure G. Boine. Molte fasce sono popolate da un mare argenteo di ulivi secolari.  Un frantoiano ci illustrerà le  caratteristiche dell’ulivo – pianta  simbolo della cultura mediterranea – , le tecniche di coltivazione e di raccolta. (con  degustazione).

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SAVONA, CITTA’ DI PAPI

Discreta, quasi schiva, Savona esce dagli schemi dei grandi itinerari, e si propone come una città tutta da scoprire; possiede infatti un ricco patrimonio architettonico, urbanistico, artistico e storico. Dietro un volto ottocentesco, con i lunghi portici rettilinei e le eleganti piazze dal sapore piemontese, si nasconde il borgo antico, affacciato sul suggestivo specchio di mare della vecchia darsena: sono i luoghi cantati con affetto e malinconia dal poeta dialettale Beppin da Cà.
Il nucleo primitivo di Savona, fondato sul colle costiero, venne raso al suolo tra il 1542 e il 1544 dalla Repubblica di Genova, per costruire al suo posto la possente fortezza del Priamàr. Sono ancora in corso gli scavi che hanno riportato alla luce i resti della chiesa dei Domenicani e dell’antica Cattedrale. Di quest’ultima il notaio Ottobono Giordano ci ha lasciato una descrizione risalente agli inizi del ‘500, ossia poco prima della demolizione; egli affermava di non aver mai visto una chiesa in posizione più felice: anche oggi i resti dell’abside a balconata, a precipizio sul mare, si affacciano su un vasto panorama verso l’orizzonte e le coste lontane. Attorno vi sono gli scavi archeologici delle Casacce, gli antichi oratori delle confraternite: ognuno era preceduto da un piccolo giardino, una sorta di hortus conclusus che costituiva un invito al raccoglimento. Nella fortezza, che fu trasformata in seguito in reclusorio, fu prigioniero Mazzini, che qui ideò la Giovine Italia (1830-31).

L’ascesa al pontificato del savonese Sisto IV (1471-1484) e successivamente del nipote Giulio II (1503-1513) permisero a Savona di affacciarsi alla ribalta della politica internazionale, e di vivere la stagione più intensa di tutta la sua storia, il “Rinascimento roveresco”. Vennero avviati i numerosi interventi edilizi che avrebbero cambiato il volto della città: la munificenza dei Papi della Rovere, segnando i tratti caratteristici della Roma monumentale, si riverberò anche su Savona.

Sisto IV, negli anni in cui a Roma  faceva costruire la Cappella Sistina, volle che a Savona venisse eretto un edificio per contenere il mausoleo dei suoi genitori. Nacque così la Cappella Sistina di Savona, edificata da maestranze lombarde nel 1481-83.
Ma il “momento di gloria” durò poco, e Savona, vinta da Genova nel 1528, precipitò nel declino e nel ristagno economico. Per costruire la fortezza del Priamar i genovesi rasero al suolo l’antico centro storico e la stessa Cattedrale; il vescovado si trasferì nella sede attuale, dove esisteva già dal ‘200 un convento di Francescani. I frati cedettero la loro chiesa (che sorgeva accanto alla Sistina, e fu demolita alla fine del ‘500 per realizzare l’attuale Cattedrale), e adattarono la Sistina a Chiesa conventuale. Ma la convivenza non era delle migliori; tra l’altro, data la vicinanza delle due absidi, i canti dei frati disturbavano le celebrazioni in Duomo.
Trasferitisi a Lavagnola, i Francescani continuarono ad occuparsi della Sistina, e, per quanto potevano le loro finanze, della sua manutenzione. Le condizioni della Cappella andarono peggiorando sensibilmente nei secoli, tanto da rendere improrogabili i restauri, promossi tra il 1761 ed il 1764 da Francesco Maria della Rovere, ultimo rampollo della nobile famiglia savonese. Poiché egli aveva gusti “moderni”, cambiò la costruzione quattrocentesca da severa cappella funeraria rinascimentale a fastosa chiesa rococò. Una trasformazione che alcuni “tradizionalisti” non avevano gradito: quel tripudio festoso e vivace di stucchi policromi a motivo floreale, che oggi vediamo in Sistina, era uno stile nato per abbellire i saloni delle ville di campagna dell’aristocrazia del tempo, e faceva da sfondo al clima un po’ frivolo e scanzonato che accompagnava i soggiorni “in villa” dei benestanti dell’epoca. Con una simile decorazione, secondo un testimone dell’epoca, la Cappella aveva perso irrimediabilmente “quel non so che di magnificenza sacra e divota” che la caratterizzava.
In Cattedrale (1589-1605) sono conservate molte opere d’arte provenienti dal distrutto Duomo sul Priamàr. Tra essi l’“esotico” fonte battesimale in marmo greco, che a lungo si ritenne ricavato da un enorme capitello di arte bizantina. Il coro ligneo della Cattedrale è stato da poco riportato all’antico splendore, dopo un restauro durato 18 mesi. Fu commissionato nell’anno 1500 dall’allora vescovo di Savona Giuliano della Rovere, poi asceso al soglio pontificio con il nome di Giulio II. Sulle tarsie lignee del coro, impreziosite da dettagli in argento e avorio, sono raffigurati la Gerusalemme Celeste ed il Creato (fiori, animali, oggetti, tra cui un particolare modello di clavicembalo che…all’epoca doveva essere ancora inventato!). Nell’attiguo Palazzo Vescovile sono conservati gli appartamenti, con gli arredi originari, occupati da Papa Pio VII, prigioniero di Napoleone a Savona tra il 1809 e il 1812.

Nel centro storico, raccolto attorno alla vecchia darsena, si innalzano torri, come la trecentesca Torretta dedicata a Leon Pancaldo, pilota di Magellano nel primo viaggio di circumnavigazione della terra (“Io son Pancaldo, savonese, che il mondo tutto rivoltai a tondo”). Durante la breve stagione del “Rinascimento roveresco” molte case a schiera medievali vennero accorpate per formare sontuose dimore signorili; ancora oggi nei carruggi su cui si affacciano si diffonde il profumo dei piatti tipici locali, come la farinata e la panissa. Anche il cardinal Della Rovere volle farsi costruire un nuovo palazzo nella città natale, e ne affidò il progetto al grande architetto Giuliano da Sangallo; nacque così un rarissimo esempio di architettura toscana trapiantata in Liguria (1495). 
Gli oratori delle Confraternite savonesi custodiscono le “casse”, i famosi gruppi lignei rappresentanti episodi della Passione, che vengono portati a spalla per le vie del centro la sera del Venerdì Santo.  Con il Concilio di Trento, infatti, le pubbliche flagellazioni di penitenza e le antiche rappresentazioni sacre –  che talvolta  “muovevano più a riso che a devotione” – vennero sostituite da queste casse processionali, in cui i gesti e gli sguardi dei personaggi sembrano fissati con una tecnica quasi fotografica e con una teatralità che ricorda i Sacri Monti piemontesi e lombardi.
L’Oratorio di Nostra Signora di Castello conserva una delle più importanti opere d’arte delle Liguria, il grandioso polittico di Vincenzo Foppa e Ludovico Brea (1487-1490), in cui si respira il tramonto della sensibilità medievale e l’affermazione dell’Umanesimo.
La Pinacoteca Civica ha  trovato degna collocazione nel sontuoso palazzo Gavotti; custodisce capolavori di G. Mazone, V. Foppa, D. Piola, e dei savonesi Guidobono, Brusco e Ratti; la crocifissione di Donato de’Bardi (prima metà del Quattrocento) è considerata un unicum nel panorama del Rinascimento, nonché uno dei più antichi dipinti italiani realizzati su tela.
La visita può concludersi in piazza Mameli, dove ogni giorno, alle ore 18, la campana inserita nel monumento ai Caduti  batte 21 rintocchi – come le lettere dell’alfabeto – per ricordare coloro che si immolarono per la Patria; una tradizione unica in Italia vuole che passanti e veicoli si arrestino e sostino in raccoglimento. 
A Savona, città natale di Papi che hanno vissuto un momento magico della storia dell’umanità, tra Quattrocento e Cinquecento si diradarono le ombre del tardo medioevo e si diffusero i bagliori dell’età moderna: fu la luce del Rinascimento, che forse lo stesso Giulio II contribuì ad accendere.

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NEI DINTORNI DI SAVONA
IL VOLTO DEL MARE: COMMERCIO E PESCA.
 La pesca :
a) Visita guidata del porto moderno di Savona

Non sono in molti a sapere che il porto di Savona vanta lo specchio acqueo più profondo del mediterraneo. Visiteremo il porto commerciale e le sue infrastrutture (silos, magazzini, parchi auto, merci più importanti smistate nel porto, funicolare del carbone, i rimorchiatori e la loro formidabile potenza…).
I grandi pescherecci Come funziona un peschereccio? Vita dei pescatori oggi, cenno alle più   importanti regole europee in materia di pesca.
Il nuovissimo terminal crociere (Costa crociere); gli yacht.
b)  Si raggiunge il mercato del pesce costeggiando 
il porto antico. Nella Vecchia Darsena, tra il riflesso di alcuni dei principali monumenti                                                         
cittadini, sono attraccati piccoli pescherecci e imbarcazioni da diporto.
c) Il Mercato del pesce. La varietà del pescato verrà esaminata attraverso le peculiarità delle        principali varietà presenti (caratteristiche biologiche, equilibri biologici, fattori che determinano il prezzo, proprietà alimentari…). Riferimento al modo in cui si conservava  e che si conserva il pesce; riferimento alla distribuzione del pesce anche in luoghi lontani dal mare (oggi e in passato…). Cenno particolare alla cucina piemontese, dove ad esempio le acciughe trovano largo impiego.

IL SANTUARIO  DI  SAVONA  (Km 6,5).      Percorrendo la strada che da Savona conduce al Santuario si incontrano nove cappelle votive (1623) che si rifanno, in chiave del tutto originale, alla concezione architettonica dei Sacri Monti. Tutto attorno cresce il Nemus Saonense, la foresta di Savona, che contribuisce a rendere questa provincia la più boscosa d’Italia. Il Santuario, eretto negli anni immediatamente successivi all’apparizione della Madonna della Misericordia (18 marzo 1536), conserva la Natività di Maria (1613), ritenuta il capolavoro del pittore romano Orazio Borgianni, ed opere del Domenichino e di Bernini. Per secoli fu uno dei santuari più venerati d’Italia, e venne arricchito da prestigiose donazioni, oggetti liturgici in oro e argento, gioielli, ex-voto. Quel che resta dell’ingente Tesoro, impoverito dalle guerre e dalle spoliazioni napoleoniche, è conservato nel vicino Museo. Tra i pezzi più importanti vi sono preziosi paramenti noti a livello internazionale. Si tratta di vesti liturgiche settecentesche realizzate con tessuti concepiti per un uso nel campo dell’abbigliamento femminile, donati alla chiesa da nobildonne dell’epoca: i più significativi, in stile bizarre, sono decorati con curiosi motivi di strumenti musicali deformati, fiori, frutta ed animali esotici , e rappresentano un’autentica rarità nel campo degli abiti ecclesiastici.

ALBISOLA. L’ ARTE DELLA CERAMICA  (Km 5).     Ad Albisola la produzione della ceramica, iniziata alla fine del XV secolo, ha soddisfatto qualsiasi esigenza: dalle terrecotte di minor costo, alle raffinate maioliche per le classi sociali più elevate, fino ai bellissimi vasi per farmacia nello stile bianco-blu o antico Savona (Museo Manlio Trucco). Un importante committente fu il clero (Parrocchiale di Albissola Marina: pala della Natività, realizzata nel 1576 in piastrelle dalla vivace policromia); ma anche i nobili non furono da meno: le splendide ville settecentesche , come villa Faraggiana, contengono raffinate opere in ceramica. Nell’ambito dell’artigianato ligure la produzione della ceramica trova dunque ad ALBISOLA la sua culla, a partire dal sec XV. Ancora oggi le sapienti mani dei più esperti maestri plasmano l’argilla e la decorano con grazia ed eleganza. Nel XX secolo Albisola conquistò il ruolo di “capitale della ceramica”: negli anni Trenta e nel secondo dopoguerra vennero a lavorarvi artisti di fama internazionale, come  artinetti,  Martini, Messina,  Manzù,  Fontana,  Jorn,  Sassu,  Luzzati ( Museo Mazzotti, Passeggiata degli Artisti).
Albisola, citata negli itinerari romani con il nome di Alba Docilia, conserva infine importanti resti di una villa romana e  reperti archeologici di epoca imperiale.
(E’ possibile visitare un laboratorio artigianale, osservando il lavoro del ceramista al tornio e la decorazione a mano delle ceramiche. E’ possibile altresì visitare la Scuola di Ceramica di Albisola, dove, con sovrapprezzo, è possibile cimentarsi, sotto la guida di un’insegnante, nella lavorazione dell’argilla e nella produzione di ceramiche).

VADO  LIGURE (Km 6).    Vado Ligure corrisponde all’antica Vada Sabatia, importante municipio romano sviluppatosi nel II secolo a.C.  Il Museo Civico di Villa Groppallo ospita una vasta rassegna di pitture e sculture improntate al realismo figurativo a sfondo sociale del secondo dopoguerra, e documenta l’attività vadese di Arturo Martini, unanimemente ritenuto uno dei più grandi scultori italiani del Novecento.
        
SASSELLO
Sassello sorge in mezzo ai contrafforti appenninici ed ha una storia molto antica. Opere di importanti artisti, come Maragliano e  Carlone, sono conservate nelle sue chiese. Il Museo Perrando ospita una collezione di dipinti di scuola genovese, antiche ceramiche e mobili d’epoca.
Il paese ha una specialità gastronomica ormai celebre nel mondo: gli amaretti di Sassello, nati a metà dell’Ottocento grazie all’intuito di una casalinga. Nei giorni feriali è possibile visitare una delle  fabbriche produttrici. In paese è sempre possibile una degustazione gratuita degli amaretti, come anche dei liquori prodotti in una distilleria locale.
Itinerario: P.zza S. Rocco, Distilleria, Via Badano, Chiesa S. Trinità, centro storico, Museo Perrando, Chiesa della Concezione, Amaretti del Sassello (negozio o fabbrica).

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ED INOLTRE, VISITE GUIDATE, TREKKING ED ESCURSIONI A:
ALASSIO, città del muretto e della meravigliosa finissima spiaggia
ALBISOLA SUPERIORE E ALBISSOLA MARINA, centri di produzione di ceramica. Itinerario alla scoperta del centro storico, visita di antiche fornaci e di botteghe di ceramisti. Villa Durazzo Faraggiana e villa Gavotti della Rovere
ALTARE Il museo del vetro e visite al laboratorio di maestri del verto con osservazione della produzione del vetro
ANDORA e il suo castrum
ARNASCO e il museo dell’olio
BALESTRINO, borgo fantasma abbandonato per una frana 40 anni fa
BARDINETO, la montagna in Liguria
BERGEGGI la grotta della galleria del treno
BOISSANO, trekking alle pendici del monte Carmo
BORGHETTO S.SPIRITO, “quadrato borgo…”
la VALLE BORMIDA: CAIRO MONTENOTTE, BORMIDA, CALIZZANO , CARCARE, CENGIO, COSSERIA, DEGO, MALLARE, MASSIMINO, MURIALDO, OSIGLIA, PALLARE, PLODIO, ROCCAVIGNALE
CALICE LIGURE  , la casa del console
le VALLI DI ALBENGA: CASANOVA LERRONE, CISANO SUL NEVA, ERLI, GARLENDA e il museo della fiat 500, NASINO, ONZO, ORTOVERO, VENDONE.
CASTELBIANCO, il borgo telematico
CELLE LIGURE, antico borgo di pescatori
CERIALE, il rio Torsero con il museo; la borgata di Peagna
GIUSTENICE
GIUSVALLA
LAIGUEGLIA, la meravigliosa parrocchiale
LOANO, città dei Doria
MAGLIOLO, e la ferrata degli artisti
MILLESIMO, il museo napoleonico
MIOGLIA
ORCO FEGLINO
PIANA CRIXIA  e il celebre “fungo”
PIETRA LIGURE e il suo grazioso centro storico
PONTINVREA
QUILIANO
RIALTO
SASSELLO, paese degli amaretti
SPOTORNO, i ricordi di Camillo Sbarbaro
STELLA, la casa natale di Sandro Pertini
STELLANELLO
TESTICO
TOVO SAN GIACOMO
URBE
VADO LIGURE  e il museo di villa Groppallo
VARAZZE
VEZZI PORTIO
VILLANOVA D’ALBENGA